Filippo Bolognese Images
“Rappresentare un progetto significa, per noi, coglierne il senso restituendone un’adeguata sintesi e, affinché la sintesi risulti riuscita, è necessario che l’immagine sia ben progettata.
Non siamo uno studio particolarmente appassionato di tecnologia (anche se ovviamente la usiamo) e non ci intendiamo di comunicazione o di marketing, ma conosciamo e amiamo l’architettura. Non a caso, siamo tutti architetti in ufficio. Da questo punto di vista, avere un punto di riferimento come il MADI è stato per noi prezioso. Ci ha permesso, negli anni, di arricchire il nostro team con architetti che, come noi, fossero fortemente appassionati di architettura e della sua rappresentazione.”
Alcuni ex studenti, come Virna Rossetto, Andrea Brichese e Aleksandar Jankovic, hanno scelto di rimanere e collaborano ancora oggi con lo studio.

Filippo Bolognese – Foto Marco Cappelletti
“Il nostro studio lavora, in oltre il 90% dei casi, a concorsi di architettura.
Forse un giorno cambieremo focus ma, ora come ora, non c’è nulla che ci soddisfi di più.
Riceviamo dei progetti “neonati”, spesso consegnatici con insicurezze e timori da parte dei progettisti stessi che condividono con noi un progetto ancora segreto al resto del mondo. In quel momento, nessuno sa se il progetto diventerà mai reale e se proietterà un giorno ombre a terra o se, invece, le immagini da noi realizzate resteranno l’unica espressione visiva – non tecnica – di un’idea destinata a restare tale.
I progetti, come le persone, possono avere difetti oltre che pregi. Il nostro ruolo sta nel leggere l’architettura con l’intento di poterne restituire un buon ritratto, capace di minimizzare i difetti e di accentuare i punti di forza di ciò che decidiamo di rappresentare.
Nel farlo, non inventiamo niente di nuovo. Anzi, ripeschiamo costantemente dal passato. Dal mondo dell’arte studiamo soluzioni, cerchiamo di capire come i fotografi e i pittori del passato abbiano risolto temi come la composizione, la centralità del soggetto, i chiaroscuri, il senso di profondità, l’equilibrio fra i pesi visivi, solo per citarne alcuni. Proviamo a metterci in continuità con loro.”


1. Luca Poian Forms, Museum of the History and the Future, Turku, Finland. Competition: 2024.
2. David Chipperfield Architects, Modernisation of the Natural History Museum, Berlin, Germany. Competition: 2023
In copertina: “Cena al chiaro di luna” l’evento inaugurale della nuova sede di Filippo Bolognese prima dell’inizio dei cantiere per la ristrutturazione. La sede sarà operativa a partire da ottobre 2024