Filippo Bolognese Images

Lo studio rappresenta un’eccellenza nel panorama dell’archviz italiano. Il team, composto da oltre venti visualizer, tutti rigorosamente architetti, lavora sotto la guida artistica di Filippo Bolognese e può contare sul supporto amministrativo e gestionale di Federica Bolognese e Clara Lopez. Filippo e Clara, da questo anno, insegnano inoltre presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio, università in cui si sono laureati entrambi. Il loro corso si intitola “Immagine come progetto”.

“Rappresentare un progetto significa, per noi, coglierne il senso restituendone un’adeguata sintesi e, affinché la sintesi risulti riuscita, è necessario che l’immagine sia ben progettata.

Non siamo uno studio particolarmente appassionato di tecnologia (anche se ovviamente la usiamo) e non ci intendiamo di comunicazione o di marketing, ma conosciamo e amiamo l’architettura. Non a caso, siamo tutti architetti in ufficio. Da questo punto di vista, avere un punto di riferimento come il MADI è stato per noi prezioso. Ci ha permesso, negli anni, di arricchire il nostro team con architetti che, come noi, fossero fortemente appassionati di architettura e della sua rappresentazione.”

Ogni anno, lo studio prende parte ai “Meet the Firm” del Master in Architettura Digitale, un format che facilita incontri di networking tra studi di architettura e archviz e gli studenti del MADI. Ogni anno lo studio offre a uno o più studenti la possibilità di vivere un’esperienza di tirocinio formativa indimenticabile.

Alcuni ex studenti, come Virna Rossetto, Andrea Brichese e Aleksandar Jankovic, hanno scelto di rimanere e collaborano ancora oggi con lo studio.

Le immagini di Filippo Bolognese sono facilmente riconoscibili per il loro stile distintivo, riflettendo l’attenzione meticolosa al dettaglio e la profonda cura per la composizione fotografica, aspetti a cui Filippo e Clara sono particolarmente legati.

Filippo Bolognese – Foto Marco Cappelletti

“Il nostro studio lavora, in oltre il 90% dei casi, a concorsi di architettura.

Forse un giorno cambieremo focus ma, ora come ora, non c’è nulla che ci soddisfi di più.

Riceviamo dei progetti “neonati”, spesso consegnatici con insicurezze e timori da parte dei progettisti stessi che condividono con noi un progetto ancora segreto al resto del mondo. In quel momento, nessuno sa se il progetto diventerà mai reale e se proietterà un giorno ombre a terra o se, invece, le immagini da noi realizzate resteranno l’unica espressione visiva – non tecnica – di un’idea destinata a restare tale.

I progetti, come le persone, possono avere difetti oltre che pregi. Il nostro ruolo sta nel leggere l’architettura con l’intento di poterne restituire un buon ritratto, capace di minimizzare i difetti e di accentuare i punti di forza di ciò che decidiamo di rappresentare.

Nel farlo, non inventiamo niente di nuovo. Anzi, ripeschiamo costantemente dal passato. Dal mondo dell’arte studiamo soluzioni, cerchiamo di capire come i fotografi e i pittori del passato abbiano risolto temi come la composizione, la centralità del soggetto, i chiaroscuri, il senso di profondità, l’equilibrio fra i pesi visivi, solo per citarne alcuni. Proviamo a metterci in continuità con loro.”

1. Luca Poian Forms, Museum of the History and the Future, Turku, Finland. Competition: 2024.
2.  David Chipperfield Architects, Modernisation of the Natural History Museum, Berlin, Germany. Competition: 2023

In copertina: “Cena al chiaro di luna” l’evento inaugurale della nuova sede di Filippo Bolognese prima dell’inizio dei cantiere per la ristrutturazione. La sede sarà operativa a partire da ottobre 2024

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